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La danza orientale oggi

La danza orientale, del ventre, è un’espressione coreografica che attualmente fa parte del paesaggio artistico e culturale egiziano, essendo presente alla televisione, al cinema, nei cabaret e negli eventi sia pubblici che privati.

Essa si distingue fondamentalmente in tre forme: Sha’bi, Baladi, Sharqi.

Sha’bi, è lo stile folk della danza orientale al cui interno rientrano le musiche e le danze tradizionali delle campagne, le quali sono varie e numerose (quella saidi è tra le più note), e quelle ghawazy. La danza è pesante e terrena , i movimenti del bacino sono molto accentuati e le braccia si muovono in modo naturale vicino al corpo.
Il costume utilizzato è quello tradizionale che copre l’intero corpo ed i capelli.

Baladi, si sviluppa nelle grandi città, Alessandria e Cairo, tra il diciannovesimo e ventesimo secolo. Essa si fonda sulle danze ed i ritmi rurali portati in città attraverso le migrazioni delle popolazioni dalle campagne. La musica rurale entra così in contatto con quella occidentale (numerose erano le comunità straniere in città , greci, italiani, inglesi e francesi), la componente egiziana e le sue radici folk rimangono tuttavia molto forti e danno vita a questa specie di folklore urbano, appunto il baladi.
In questo stile di danza protagonista è principalmente il bacino i cui movimenti sono forti, precisi ed essenziali, ci si sposta nello spazio attraverso semplici camminate e le braccia si muovono vicino al corpo assumendo delle posizioni naturali ed esatte. Il costume utilizzato è un tubino lungo e dritto con una fascia legata sui fianchi e degli spacchi laterali per agevolare gli spostamenti. Generalmente i capelli sono raccolti.

Sharqi, o stile classico. La danza di stile sharqi è composta dalle tecniche base del baladi arricchite da forme accademiche occidentali.
Essa si sviluppa maggiormente negli anni venti al Cairo con il caberet, uno spettacolo tipicamente europeo, dove si afferma nelle caratteristiche attualmente conosciute dell’assolo femminile. Per sfruttare di più lo spazio scenico, le danzatrici integrarono nuovi passi come lo “chassè” e il “deboulè” ed adottarono la mezza punta per sembrare più leggere, sciolte ed eleganti. In questo modo vennero attenuate la natura terrena e la pesantezza dei movimenti.
La danza è basata su movimenti isolati ed articolati del bacino, del ventre, del busto e delle spalle, mentre le braccia si librano nell’aria incorniciando il corpo e disegnando linee precise e curve.
I movimenti esigono controllo e coscienza dei muscoli e delle articolazioni, le quali essendo sciolte e libere da tensioni donano fluidità alla danza intera.